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Despre infractiuni ... o della società, pu variare a misura che diventa necessaria o utile alla società quellazione, n ben si discerne se non da chi analizzi i complicati e mutabilissimi rapporti delle civili combinazioni. S tosto che questi principii essenzialmente distinti vengano confusi, non v pi speranza di ragionar bene nelle materie pubbliche. Spetta a teologi lo stabilire i confini del giusto e dellingiusto, per ci che riguarda lintrinseca malizia o bontà dellatto lo stabilire i rapporti del giusto e dellingiusto politico, cio dellutile o del danno della società, spetta al pubblicista n un oggetto pu mai pregiudicare allaltro, poich ognun vede quanto la virt puramente politica debba cedere alla immutabile virt emanata da Dio. Chiunque, lo ripeto, volesse onorarmi delle sue critiche, non cominci dunque dal supporre in me principii distruttori o della virt o della religione, mentre ho dimostrato tali non essere i miei principii, e in vece di farmi incredulo o sedizioso procuri di ritrovarmi cattivo logico o inavveduto politico non tremi ad ogni proposizione che sostenga glinteressi dellumanità mi convinca o della inutilità o del danno politico che nascer ne potrebbe dai miei principii, mi faccia vedere il vantaggio delle pratiche ricevute. Ho dato un pubblico testimonio della mia religione e della sommissione al mio sovrano colla risposta alle Note ed osservazioni il rispondere ad ulteriori scritti simili a quelle sarebbe superfluo ma chiunque scriverà con quella decenza che si conviene a uomini onesti e con quei lumi che mi dispensino dal provare i primi principii, di qualunque carattere essi siano, troverà in me non tanto un uomo che cerca di rispondere quanto un pacifico amatore della verità. INTRODUZIONE Gli uomini lasciano per lo pi in abbandono i pi importanti regolamenti alla giornaliera prudenza o alla discrezione di quelli, linteresse de quali di opporsi alle pi provide leggi che per natura rendono universali i vantaggi e resistono a quello sforzo per cui tendono a condensarsi in pochi, riponendo da una parte il colmo della potenza e della felicità e dallaltra tutta la debolezza e la miseria. Perci se non dopo esser passati framezzo mille errori nelle cose pi essenziali alla vita ed alla libertà, dopo una stanchezza di soffrire i mali, giunti allestremo, non sinducono a rimediare ai disordini che gli opprimono, e a riconoscere le pi palpabili verità, le quali appunto sfuggono per la semplicità loro alle menti volgari, non avvezze ad analizzare gli oggetti, ma a riceverne le impressioni tutte di un pezzo, pi per tradizione che per esame. Apriamo le istorie e vedremo che le leggi, che pur sono o dovrebbon esser patti di uomini liberi, non sono state per lo pi che lo stromento delle passioni di alcuni pochi, o nate da una fortuita e passeggiera necessità non già dettate da un freddo esaminatore della natura umana, che in un sol punto concentrasse le azioni di una moltitudine di uomini, e le considerasse in questo punto di vista la massima felicità divisa nel maggior numero. Felici sono quelle pochissime nazioni, che non aspettarono che il lento moto delle combinazioni e vicissitudini umane facesse succedere allestremità de mali un avviamento al bene, ma ne accelerarono i passaggi intermedi con buone leggi e merita la gratitudine degli uomini quel filosofo chebbe il coraggio dalloscuro e disprezzato suo gabinetto di gettare nella moltitudine i primi semi lungamente infruttuosi delle utili verità. Si sono conosciute le vere relazioni fra il sovrano e i sudditi, e fralle diverse nazioni il commercio si animato allaspetto delle verità filosofiche rese comuni colla stampa, e si accesa fralle nazioni una tacita guerra dindustria la pi umana e la pi degna di uomini ragionevoli. Questi sono frutti che si debbono alla luce di questo secolo, ma pochissimi hanno esaminata e combattuta la crudeltà delle pene e lirregolarità delle procedure ... Download | |||
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